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Disoleatori

Necessità di smaltire responsabilmente olii e grassi disciolti in acqua

Tra le sostanze inquinanti a più alto tasso di impatto ambientale vi sono, senza alcun ragionevole dubbio, gli olii: difficili da smaltire, sono capaci di contaminare tutta la soluzione acquosa nel caso in cui essa non fosse sottoposta a un adeguato trattamento di purificazione. La legislazione in materia non è molto chiara, soprattutto a livello comunitario; localmente, tuttavia, sono in aumento le amministrazioni regionali che stanno varando precise normative sul trattamento delle acque reflue, obbligando le aziende a dotarsi di tecnologie capaci di provvedere con efficacia alla separazione delle sostanze oleose, in modo da facilitarne lo smaltimento.

Disoleatori: un investimento economico e una scelta ecologica

Ricorrere ai disoleatori non è solo una priorità dettata dal buon senso e dalla coscienza ecologista che dovrebbe animare ogni abitante della Terra; non è neanche un mero obbligo di legge, nell’alveo di una normativa che si fa sempre più coerente e stringente; complementarmente a tutto ciò, infatti, i disoleatori possono rivelarsi un investimento aziendale teso al recupero ed al riutilizzo delle materie prime, quali ad esempio gli idrocarburi. Non provvedendo alla separazione dei grassi, le benzine sono destinate inevitabilmente alla dispersione: al contrario, esse possono essere reimpiegate, permettendo all’azienda un vantaggio economico molto interessante da valutare.

Tecnologie dei disoleatori

I disoleatori funzionano sfruttando il principio fisico della gravità e della tensione superficiale, avendo le sostanze grasse un peso specifico minore rispetto a quello dell’acqua. Nessun impiego di solventi o prodotti chimici, allora: la bonifica avviene in modo meccanico, dopo aver sottoposto la soluzione a un processo di decantazione e flottazione. Ma se il principio fisico è unico, i produttori sono sempre alla ricerca di modelli che possano velocizzare i processi, costruendo disoleatori sempre più performanti: è il caso del separatore a coalescenza che, aumentando la superficie di flottazione utilizzando un pacco lamellare, consente alla macchina di avere minori dimensioni rispetto ai modelli tradizionali.