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Flottatore

Separazione dei solidi in sospensione: un annoso problema

Comune alle varie strategie ideate per purificare l’acqua, la rimozione di solidi sospesi nella soluzione ha sempre creato un problema di difficile soluzione: riuscire, infatti, a far agglomerare le particelle, onde poterle poi raccogliere per sedimentazione, è un effetto che né il trattamento biologico né quello chimico-fisico possono conseguire. La ricerca condotta da parte di aziende specializzate, ha comunque portato alla realizzazione dei flottatori, speciali vasche dove è possibile, per mezzo della formazione di fiocchi, separare i solidi inquinanti dall’acqua reflua, che sarà successivamente destinata ad altri trattamenti.

Cosa si intende per flottaggio

Il flottaggio, altrimenti detto flottazione, è il processo per il quale le particelle inquinanti vengono separate dalla soluzione tramite l’azione di un gas immesso nell’acqua: il gas, se adeguatamente somministrato, libera delle bolle che catturano gli elementi aerofili, ovvero i fiocchi in formazione, portandoli a pelo d’acqua; al contempo la sostanza gassosa, generalmente aria, spinge le altre particelle più pesanti verso il basso, sotto forma di fanghi. Tale processo, che per i chiarificatori tradizionali ha una durata temporale molto lunga, dall’una alle quattro ore, è accelerabile modulando l’aria, intervenendo sulla forma della vasca o sui meccanismi di alimentazione ed agitazione, ma anche ricorrendo all’ausilio di qualche flocculante chimico addizionato al liquido da trattare.

Le caratteristiche di un moderno flottatore

Lo sviluppo di tecnologie sempre più all’avanguardia ha permesso di realizzare flottatori molto performanti, capaci di abbattere drasticamente i tempi di trattamento, che si attestano a pochi minuti. Un buon flottatore, infatti, oltre ad essere facilmente integrabile con l’architettura impiantistica preesistente ed offrire la possibilità di variare la portata, deve permettere le condizioni ideali per soddisfare la legge di Stokes: bassa velocità di immissione del refluo, distribuzione uniforme dell’aria e moto laminare. In un flottatore di ultima generazione, inoltre, l’aria viene insufflata con una pressione di circa cinque bar, dal momento che la quantità di gas che si discioglie è maggiore rispetto a quella immessa a pressione normale.