Sedimentatore

La sedimentazione: processo antico e nuove frontiere

Al fine di voler ottenere la purificazione di qualsivoglia soluzione, l’intuizione stessa spinge a sfruttare il principio fisico della sedimentazione, ossia del collasso della materia solida più pesante rispetto al liquido nel quale si trova. Tale tecnologia, oramai vetusta, continua ad essere largamente usata dalle aziende che si occupano di depurazione dell’acqua: i sedimentatori, molto frequenti per il trattamento di acque civili, ma anche provenienti dagli impianti di lavaggio o di lavorazione industriale, continuano ad essere sviluppati dagli specialisti del settore per offrire contenitori più funzionali, capaci anche di abbassare i tempi di decantazione dei liquami.

Le fasi della sedimentazione negli impianti di depurazione

Nei processi di trattamento acque, si ricorre alla sedimentazione in due momenti ben distinti tra loro. In una prima fase, detta appunto sedimentazione primaria, il liquame viene convogliato nelle vasche con l’obiettivo di rimuovere i solidi sospesi, che vengono convogliati verso un pozzetto di raccolta a mezzo di speciali raccoglitori, che letteralmente spazzano il fondo del sedimentatore. Seguente alla fase ossidativa, momento di tipo biologico durante il quale i batteri vengono scissi dalla soluzione, si ha la sedimentazione secondaria: l’acqua viene incanalata in una vasca in cui vengono raccolte, per cadute, le biomasse, pronte per essere smaltite o poste nuovamente a trattamento.

Sedimentatori: come sceglierli?

Numerosi sono i modelli di sedimentatori che le aziende offrono ai clienti: a quelli monoblocco si sono rapidamente affiancati quelli a pacchi lamellari, che con la particolare forma aumentano la superficie di sedimentazione, accelerando il processo. La forma, d’altro canto, è particolarmente importante per evitare zone in cui l’acqua potrebbe ristagnare e per favorire l’addensamento dei fanghi sul fondo: proprio per tale motivazione il sedimentatore non è molto corto né particolarmente profondo. Interessante sono gli studi che gli esperti di Water Energy stanno conducendo, sviluppando un sedimentatore capace di separare inchiostri e pigmenti, onde permetterne il riuso o lo scarto.